Malanotte del Piave Docg 2014 – Poderi del Todero

16,50 €
Disponibile e in pronta consegna
Anno: 2014
Gradazione: 14%Vol.

Scheda prodotto

Scheda prodotto
Tipologia vinoVino Rosso
Formato (Litri)0.75
UveRaboso Piave
Temperatura di servizio20°C
Zona di produzioneLevada di Ponte di Piave, terreno limo-argilloso.
Tecnica di produzioneVigneto allevato a Guyot con 5000 ceppi/ha e capo a frutto di 9-10 gemme, fascia vegetativa separata dalla fascia produttiva attraverso defogliatura. Vendemmia effettuata a mano, vinificazione con macerazione per 13-14 giorni.
AffinamentoIn botti di rovere di Slavonia e ciliegio per 24 mesi, in bottiglia per altri 8 mesi.
Acidità5,80%
Altre curiosità

Vino dal colore rosso rubino carico con riflessi granati, all’olfatto presenta note tipiche di ciliegia marasca, prugna, lampone, viola mammola e spezie quali il pepe, la cannella e il cioccolato. Al sapore è pieno, austero ed equilibrato. Nasce dallo storico vitigno autoctono Raboso Piave con parte delle uve poste ad appassimento.

Descrizione produttore

L'azienda “Poderi del Todero” è nata nel 2001 dopo che Maurizio Freschi, enotecnico formatosi a Conegliano, è subentrato al padre che vi operava da oltre trent'anni.

La tenuta è situata a Levada di Ponte di Piave al centro di un immaginario triangolo che comprende Ponte di Piave, Oderzo e Campodipietra.
Questa piccola realtà, a carattere esclusivamente familiare, ha una superficie a vigneto di soli sette ettari.

I vini prodotti sono: per i bianchi il Prosecco, il Pinot Bianco e il Pinot Grigio, mentre i rossi sono il Cabernet Franc (Carmènere), il Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Raboso Piave che spicca per la sua antichissima ascendenza storica e per essere autoctono della Sinistra Piave.

Fiore all'occhiello dell'azienda è proprio quest'ultimo: il Raboso Piave DOC nella versione più tradizionale, lasciato invecchiare per oltre tre anni in botti di rovere. Per produrlo si utilizzano uve attentamente selezionate, raccolte in parte surmature ed in parte leggermente appassite,lasciate macerare nei tini per due settimane.

Così nasce “Recandino”, arcaico e bellissimo termine con il quale si indicava il Raboso nel 1600. Forse era “Recandina” anche l'uva coltivata nel XII secolo dai monaci benedettini del Monastero di Sant'Andrea a Busco nel comune di Ponte di Piave i cui resti, si possono ancora ammirare a pochi passi dall'azienda “Poderi del Todero”.